
Qualcosa che mi sale agli occhi ultimamamente è che facebook continua a mantenere, dal 2003 la sua idea: concentrarsi sul pubblico universitario.
Nei commenti dei blog, notavo, come oltre al nome e al commento facebook mette in evidenza il nome dell’università (o dell’attuale lavoro). Questa cosa è geniale. Per quanto in italia, di facebook, se ne fa un uso altamente sbagliato a quanto pare negli USA o in altri paesi il modo di utilizzo è giusto: serve da portfolio personale.
Facebook è nato per digitalizzare quello che era il facebook cartaceo con le foto degli studenti dell’università: ovviamente in italia è diventato «merda» con gruppi, link, spamm mentre in altri paesi si condivide molto meno e si condivide solo cose interessanti che non ti deformano l’immagine perchè non abbiamo mai avuto la tradizione dello schedario di foto universitarie. Ho visto che all’estero non si tende a caricare 10000 foto, condividere 1000 cose ma a leggere e pensare a cosa caricare per non rovinarsi l’immagine sociale. In italia, ovviamente è un’altro posto per fare casino e da trattare il tutto come un’altro social netwotk alla netlog o badoo style.
La cosa che mi piace è che pur facendo schifo, facebook, riesce ad evidenziare cosa realmente conta. In USA le università sono serie, professionali e quindi affiancare accanto al nome la provenienza fa figo: «from Oxford University». In italia, alla fine, non conta niente perchè al posto di elogiare l’università si cerca di distruggerla con cose del tipo Roma Tre = Roma 30, TorVergata = TorVergogna, etc etc… La cosa, alla fine, è preoccupante perchè se ci penso più vado avanti e più nulla ha più importanza: l’università ancor meno perchè non vuole «insegnare» ma solo prendersi i soldi.
Avevo letto un post ultimamente che faceva:
«Sono laureata con 110 e lode, 2 master, 26enne e la risposta all’email per lavorare da XXXXXXXXX è stata: può fornirci altre foto? grazie.»
A quanto pare: i valori oramai non hanno più importanza e spesso anche io penso che sia meglio non dipendere da nessuno e buttarsi sul proprio (sopratutto nell’ambito lavorativo) perchè rischiereste di dire «ho lavorato presso google» e sentirti rispondere «ah bello! ma non cerchiamo altro» solo perchè non hanno voglia di pagarti 3000€ per le tue competenze professionali che pochi eletti hanno.
A quanto pare, all’esterno, nonostante la crisi il tuo curriculum ha molta ma molta più importanza che qui, in italia. Almeno a me, sembra così.
Cara Belieber, Directioner o puttanate varie, vaffanculo. Non è possibile che ogni giorno la lista dei TT sia intasata dalle tue stronzate che twitti compulsivamente non avendo nient’altro da fare nella tua vita inutile. Twitter non è fatto per questo, non serve a seguire i tuoi idoli implorando un loro follow o un loro retweet: i trend servono a capire cosa sta succedendo nel mondo, le notizie interessanti…non puoi falsarli così, sei una rompipalle incredibile. Vaffanculo. I tuoi genitori non ti capiscono? Justin invece ti capisce? Ma per favore. Non sa che esisti e non lo saprà mai, renditene conto. E’ un business che tu contribuisci ad aumentare in modo esponenziale. Ogni volta che nomini Justin Bieber, il titolo di un suo album, pubblichi una sua foto, è pubblicità. Sono soldi che gli arrivano nel contocorrente. E tu dirai, da idiota quale sei, che sono i manager e gli organizzatori del concerto a prendersi i soldi. Puttanate. Gli organizzatori si riprendono ciò che hanno speso di ingaggio e di norma, udite udite, a manager spetta circa il 10% dell’incasso. Il resto se lo prende il tuo Justin. Quindi non rompere i coglioni. Senza considerare il fatto che non sai un cazzo di musica, che Justin Bieber fa OGGETTIVAMENTE CAGARE e il nuovo album potrebbe essere una composizione di peti e rutti che a te piacerebbe lo stesso. E ascolti i Beatles solo pewrchè sono inglese come i One Direction. Ma vafffanculo.
Ora passiamo al versante psicologico, il più preoccupante. Loro sarebbero i tuoi idoli? Ma cos’è, siamo tornati al paganesimo? Ma porca puttana, non hai una volontà tua? Renditi conto che tutto questo non ha senso. Vuoi sapere la verità che sicuramente conosci benissimo senza volerlo ammettere a te stessa? Tu sei sola. Sola in un mondo in cui nessuno sembra capirti: non hai amici, e se li hai sono unicamente quelli che vedi per le ore di scuola. Non hai amici perchè o sei talmente introversa da non essere capace di creare qualsivoglia legame sociale. e qui arrivano i tuoi idoli e le tue fasulle amicizie di twitter ad aiutarti. Perchè loro sono come te, sono sole e cercano compagnia. Io penso che se i tuoi genitori sapessero quello che fai ti cancellerebbero subito l’account. Dietro quella ragazzina che ti manda tutti i giorni il buongiorno potrebbe essere un pedofilo. Ma non te ne rendi conto. Non hai nemmeno un ragazzo: quelli della tua età non ti calcolano perchè pensano solo alle belle ragazze, tu non sei bella e quindi reagisci odiandoli e immaginando che i tuoi idoli ti amino. Ma non potrà sempre essere così.
Svegliati cretinetta, il mondo è un altro. Ed è meraviglioso.
Scritto da @lmPoisonIvy
Sentir parlare di privacy nel 2012 secondo me è assurdo. Dov’è la privacy se siamo sempre rintracciabili? Con i cellulari e le celle degli operatori ci si mette due minuti a capire dove siamo grazie alle triangolazioni. Quando andiamo in banca a prendere dei soldi siamo tracciati, quando andiamo a fare la spesa siamo circondati di telecamere per ‘motivi di sorveglianza’ e in più quando consegnamo alla cassiera la tessera per la raccolta punti loro sanno che questi appartengono al Sig. X . Con la diffusione di internet e l’introduzione dei social network le cose sono peggiorate, moltissimi siti chiedono di registrarsi per poter usare determinati servizi, e noi clicchiamo su ‘Accetta condizioni d’uso’ senza manco leggere le prime due righe. In un social network siamo addirittura noi che inseriamo nome, cognome, data di nascita, indirizzo, passioni, situazione sentimentale, ci geotagghiamo qua o là. Per non parlare di servizi come il telepass, o i vari file criptati male su iOS, Android. Si, mi riferisco soprattutto a Whatsapp, a Google che ci traccia a nostra insaputa e a Path che accedeva ai nostri dati quando gli pareva. Ma questi sono solo pochi esempi.
Per me il concetto di privacy non esiste più.
Scritto da: Mirco Parello